Salta al contenuto principale

a cura della Dott.ssa Broccolini Oriana / Psicoterapeuta

e Dott.ssa Mazzone Angela / Tirocinante Post Lauream

Il bullismo scolastico ha caratteristiche peculiari, che lo distinguono da altre forme di comportamento aggressivo.

Gli elementi che caratterizzano questo complesso fenomeno sono l’intenzionalità insita negli atti aggressivi, la ripetitività di queste azioni e la discrepanza tra il potere del bullo e la fragilità  della vittima.

Il bullismo può manifestarsi in diversi modi, che includono la messa in atto da parte del bullo di aggressioni fisiche, offese verbali, o forme indirette di aggressività; queste ultime tendono mediante l’esclusione sociale e il pettegolezzo a danneggiare le relazioni di amicizia della vittima.

Questo fenomeno non riguarda soltanto il bullo e la vittima; sono coinvolti infatti, anche altri componenti del gruppo, i quali partecipano in modo più o meno attivo agli episodi di bullismo.

Nella letteratura recente infatti,il bullismo viene considerato come un fenomeno di gruppo, caratterizzato da complesse dinamiche, che coinvolgono la classe e l’intera comunità scolastica.

Ogni ruolo nel gruppo è mutualmente esclusivo, tuttavia, in una piccola percentuale di casi, la vittima può ricoprire allo stesso tempo il ruolo di bullo, rientrando nella categorizzazione di bullo-vittima.

Quest’ultimo ruolo viene ricoperto da un bambino che subisce atti aggressivi e allo stesso tempo li provoca, esasperando in questo modo gli atti di prepotenza da parte del bullo.

Il bullo trae la sua forza dall’appoggio di altri compagni che ne rinforzano la posizione, quali il sostenitore e l’aiutante.

Sebbene non dia inizio agli atti aggressivi, l’aiutante offre il suo appoggio al bullo; il sostenitore invece, incoraggia le azioni del bullo, dando dei feedback positivi al suo comportamento, ovvero, ride quando si verificano episodi di prevaricazione, coinvolgendo altri coetanei come spettatori.

La vittima trova un sostegno nel difensore, che interviene in suo aiuto, contrapponendosi attivamente al bullo e ai suoi seguaci, nel tentativo di fermare le azioni aggressive e  di confortare la vittima.

Il ruolo di esterno (o bystander) è ricoperto, infine da un bambino che non fa niente per aiutare la vittima, restando indifferente di fronte ad ogni forma di prevaricazione.

L’esterno è indirettamente coinvolto in episodi di bullismo, in quanto,  mediante il suo comportamento approva tacitamente il comportamento del bullo, non denunciandolo agli adulti e non attivandosi per ostacolare gli episodi di prevaricazione.

Secondo il Rapporto sulla condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Eurispes – Telefono Azzurro 2011, circa un alunno su quattro (di età compresa tra 12 e 18 anni) è vittima di atti di bullismo scolastico da parte dei coetanei.

A tal proposito, la forma di prevaricazione più diffusa nell’ambiente scolastico è la diffusione di informazioni false, o cattive sul proprio conto (25,2%), seguono le provocazioni e le prese in giro ripetute (22,8%), le offese immotivate (21,6%); l’isolamento, o l’esclusione dal gruppo (10,4%); i furti di cibo e di oggetti (7,8%); le minacce (5,2%) e il furto di denaro (3,1%).

Il bullismo sembra essere un fenomeno che riguarda indistintamente maschi e femmine, sebbene, essi possano essere vittime di forme diverse di bullismo, a seconda del genere (i maschi vanno incontro soprattutto a forme di sopraffazione di tipo fisico, danneggiamento e minacce; le femmine sono vittime soprattutto di maldicenze sul proprio conto).

Dal rapporto Eurispes emerge inoltre, che coloro i quali sono vittime di episodi di bullismo non confidano ai genitori le prevaricazioni subite (quasi un quinto delle vittime); così come sono minoritari i casi in cui la famiglia si confronta con la scuola.

Spesso i genitori tendono a sottovalutare il problema; quando viene loro confidato, infatti, tendono a sottovalutarlo, o a minimizzarlo.

In conclusione, il bullismo costituisce una violazione delle condizioni di rispetto, sicurezza e benessere che andrebbero assicurate a bambini e adolescenti nel contesto scolastico.

A tal proposito, risulta essere di fondamentale importanza la possibilità di attuare nel contesto scolastico dei progetti d’intervento volti ad assicurare un ambiente sicuro e adeguato al corretto sviluppo psicologico e sociale.

Tali progetti dovrebbero essere orientati a prevenire gli episodi di bullismo e a contrastare i suoi effetti e le ripercussioni sul piano psico-sociale (comportamenti devianti e a rischio; abbandono scolastico; problemi psicologici, in generale).

 

Ultime news

News
by Oriana

Dal genogramma alle costellazioni familiari e psicodinamiche.

News
by Oriana

Appunti di uno psicoterapeuta in viaggio: diario di bordo e nascita delle costellazioni psicodinamiche.

News
by Oriana

L’aggressività nel trattamento del paziente psichiatrico.

Potrebbe interessarti anche...

Attività
05/9/2026
  • Viale Europa n. 71, Teramo
by Oriana

Gruppo Costellazioni Familiari, Psicodinamiche e Somatiche! - Settembre 2026

locandina costellazioni familiari  giugno 2026
Attività
20/6/2026
  • Viale Europa n. 71, Teramo
by Oriana

Corso Costellazioni Familiari, Psicodinamiche e Somatiche! - Giugno 2026

locandina costellazioni familiari aprile 2026
Attività
  • Es Psicologia in viale Europa 71 Teramo
by Oriana

Corso Costellazioni Familiari, Psicodinamiche e Somatiche! - Aprile 2026

Siamo qui per ascoltare la tua storia