Il genogramma è una rappresentazione grafica delle relazioni familiari introdotto negli anni 70 da Murray Bowen come strumento clinico all’interno della Terapia Familiare Sistemica dove vengono conosciute le dinamiche all’interno dei sistemi familiari di almeno tre generazioni (nonni, genitori e figli) della famiglia d’origine paterna e materna, e famiglia attuale all’interno della quali possono presentarsi traumi, segreti e miti familiari, eventi imprevisti del ciclo vitale come malattie, morte, separazioni, trasferimenti, debiti fallimenti.
In termini simbolici il quadrato rappresenta il maschile, il cerchio il femminile, la linea di congiunzione rappresenta il matrimonio o convivenza. Ogni simbolo è accompagnato da informazioni come il nome, l’età o in caso di decesso un simbolo di croce.

L’analisi di un genogramma si basa su alcuni principi sistemici tra cui la Triangolazione. Questo fenomeno presentato da Bowen si verifica quando un figlio, percependo tensione tra i genitori, assume un ruolo di alleato per uno dei due, diventando un figlio adultizzato. Nell’ottica sistemica le famiglie possono essere bilanciate o sbilanciate. Nelle famiglie bilanciate i confini generazionali son ben distinti tra famiglia d’origine e famiglia attuale, e figli vivono serenamente la loro infanzia. Nelle famiglie sbilanciate abbiamo una inversione di ruoli genitori – figli (tipo I), in questo caso il figlio diventa alleato di uno dei genitori. Nella famiglia sbilanciata di tipo 2 un figlio esprime un sintomo proprio perché i genitori hanno una relazione conflittuale, e il figlio teme una separazione. In questo caso attira l’attenzione con un sintomo come ad esempio l’enuresi o difficoltà scolastiche.
Il passaggio dal genogramma si al genosociogramma amplia l’analisi a tutti gli elementi del sistema familiare, integrando dati anagrafici (nomi e date) ed eventi traumatici che hanno avuto un forte impatto emotivo sul sistema familiare. Si cerca di evidenziare eventi che si ripetono nel tempo noti come “sindrome da anniversario” ad es. suicidio del nonno, incidente del nipote.
Es: Genosociogramma
Bisnonno paterno: Diego viveva in campagna, aveva un problema di alcolismo.
Bisnonna materna: Su Anna non ci sono informazioni conosciute.
Nonno paterno: Pietro è andato in guerra, è stato fatto prigioniero, era contadino, grande lavoratore, poco affettuoso.
Nonna materna: Marisa si dedicava alla campagna e cura degli animali, era poco affettuosa.
Le Costellazioni Familiari sono una tecnica del 1980 create dal tedesco Bert Hellinger psicologo, teologo pedagogista, il quale, mentre era missionario in Africa, osservava i rituali dei popoli di alcune tribù che si riunivano in cerchio per risolvere i loro problemi.
Come si svolgono le Costellazioni?
Ci si riunisce in cerchio in gruppi di 10/15 persone. ll costellato (colui che fa la costellazione) si siede affianco al costellatore, espone in modo sommario la situazione e quale aspetto del problema vuole trattare. Racconta alcuni elementi rilevanti nella storia, sceglie gli attori che faranno parte della sua costellazione, chiedendo ad ognuno il permesso di partecipare. Lo stesso costellato posiziona gli attori nel campo morfogenetico. Si da’ avvio alle costellazioni invitando i partecipanti a rimanere in silenzio, ma dando origine a un movimento dato dagli stati d’animo che sentono rappresentando i protagonisti della costellazione. Nella costellazione si mettono in scena dei traumi o delle dinamiche inconsce vissute nel sistema familiare che creano dei blocchi nella vita attuale.
Sarà cura del costellatore inserire i personaggi esclusi e riparare i traumi del passato attraverso un rituale di “riparazione”. Seguirà un feed back verbale da parte degli attori che chiarisce le emozioni dei protagonisti della costellazione.
La domanda della costellazione ad esempio può essere : “ Voglio indagare le relazioni familiari della famiglia d’origine” e si mette in scena il costellato, il padre, la madre e i fratelli. Se un membro della famiglia è deceduto si parla di costellazioni spirituali.
Le costellazioni familiari si fondano su diversi principi teorici:
Teoria familiare sistemica: i traumi ei i miti familiari si trasmettono alle generazioni successive creando dei blocchi evolutivi su un singolo membro del sistema.
Psicogenaelogia una terapia degli anni 70 creata da Anne Shutzenberg che si basa sul principio che i traumi dei nostri antenati influenzano la nostra esistenza.
Le ricerche sul Campo Morfogenetico di Rupert Sheldrake. Il biologo nel 1988 formulò la teoria dei campi morfogenetici secondo cui una forza invisibile influenza un sistema familiare. Ogni individuo è collegato a un inconscio collettivo.
La teoria dell’inconscio collettivo di Jung secondo cui tutti siamo interconnessi con i nostri antenati a livello inconscio con simboli e archetipi
Teorie delle energie secondo cui l’apertura relazionale attiva energie del Sé Superiore che ha capacità intuitive e ci permette di collegarci all’inconscio collettivo.
Il processo di costellazione permette al costellato di osservare e lavorare visivamente sulla rappresentazione esterna del passato e lavorare sulla rappresentazione del proprio problema, facilitando l’emergere di emozioni e la possibilità di risolverle nel tempo.
Le costellazioni psicodinamiche derivate dalle costellazioni familiari seguono i principi di Janina Fisher sulla frammentazione a seguito di esperienze traumatiche. Qui si mettono in scena le diverse parti di Sé per riconoscerle e integrarle nella personalità.
Questo approccio è stato approfondito presso la scuola di Psicoterapia Dinamica Breve a Pescara dalla Dott.ssa Broccolini Oriana Loreta psicoterapeuta e psicogenealogista e presentato a un convegno sul narcisismo tenutosi a Palinuro nel Settembre 2024.
In conclusione, il passaggio dal genogramma alle costellazioni rappresenta un’ evoluzione nell’approccio terapeutico, integrando la comprensioni delle dinamiche familiari con tecniche che favoriscono l’emersione e la risoluzione di traumi, contribuendo al benessere psichico e relazionale degli individui.
Bibliografia
Bowen M.: (1980) “Dalla famiglia all’individuo” Edizione Astrolabio
Ulsamer G: (2001) “ Senza radici non si vola” Edizione Crisalide
Schutzenberger A. (2004) “La sindrome degli antenati” Di Renzo Editore
Fischer J. (2017) “Guarire la frammentazione del Sè” Raffaello Cortina Editore
