La mia meravigliosa avventura è partita circa 11 anni fa quando sono entrata a far parte del corpo docente dello I.A.F. di Pescara (Scuola di Psicoterapia Dinamica Breve Integrata) per la docenza della psicoterapia della coppia e dell’età evolutiva.
Provengo già da una formazione sistemica che mi aveva dato degli “occhiali esterni” per guardare il funzionamento e le dinamiche del “sistema famiglia e delle famiglie d'origine", ma per la mia indole profonda e introspettiva, mi mancava un “occhiale “per guardare il mondo dinamico interno” avvicinandomi al metodo psicoanalitico della scuola "Tavistock" per poi conoscere e approfondire altri approcci e ad oggi mi definisco una psicoterapeuta integrata. E dopo 11 anni di navigazione con gli allievi specializzandi ed ex allievi siamo approdati a Palinuro per un week end residenziale per trattare il tema della “Fiducia, narcisismo e verità”.
La fiducia in psicoterapia è un aspetto cruciale del processo terapeutico. La fiducia emerge dalle prime relazioni, soprattutto quella con la madre. Freud e i successori, come Melanie Klein e Donald Winnicott, hanno sottolineato l'importanza di un ambiente sicuro nei primi anni di vita, in cui il bambino può sviluppare fiducia nel caregiver e, di conseguenza, nel mondo esterno. La teoria dell'attaccamento di Bowlby sostiene che la capacità di una persona di fidarsi e relazionarsi con gli altri si basa sulla qualità del legame di attaccamento con le figure primarie durante l'infanzia. Attaccamenti sicuri portano allo sviluppo di fiducia negli altri e a relazioni interpersonali più sane in età adulta.
Una buona fiducia consente al paziente di aprirsi in modo “autentico e genuino” come diceva C. Rogers sentendosi accolto in modo empatico senza giudizio. Il narcisista spesso rivela un Se’ Grandioso, si autocelebra per le sue gesta, manifesta il “Falso Se” e mente nascondendo una verità di rabbia, insicurezza, angoscia e solitudine, tutte emozioni negative da nascondere e ripudiare.
=A livello sistemico abbiamo riflettuto sul come potrebbe essere la famiglia di un narcisista e sicuramente possiamo ipotizzare dei genitori distanti tra loro con dinamiche infantili presi dalle loro “grandiosità” assenti e poco disponibili per i bisogni emotivi dei figli. Se ad esempio un padre è assente e ignora la propria moglie, ci sarà una madre iperprotettiva che triangola un figlio ( in genere di sesso opposto) e lo rende adulto come fosse il proprio partner idealizzandolo ed esagerando le qualità del figlio. (Modello della famiglia Sbilanciata di tipo I). E ciò che il figlio percepisce sarà una svalutazione del padre e una ipervalutazione della madre e non potrà fidarsi di nessuno dei due e il tema della sfiducia traccerà la sua intera esistenza…
A livello esperienziale nel laboratori ho presentato un nuovo strumento terapeutico denominate “Costellazioni Psicodinamiche” su cui sto lavorando già da qualche anno, partendo proprio dal lavoro delle costellazioni familiari. Le Costellazioni Familiari sono una tecnica creata dal tedesco Bert Hellinger psicologo, teologo nel 1980 mentre era missionario in Africa e osservava i rituali dei popoli di alcune tribù che si riunivano in cerchio per risolvere i loro problemi.
Nella costellazione si mettono in scena dei traumi o delle dinamiche inconsce vissute nel sistema familiare che creano dei blocchi nella vita attuale. Si parla di costellazioni spirituali se si lavora con un membro della famiglia che è deceduto. Le costellazioni psicodinamiche, riprendendo i principi delle costellazioni familiari, si ispirano alle teoria di Janina Fisher sulla Frammentazione del Se’ derivanti da esperienze Traumatiche.
Nelle costellazioni psicodinamiche si mettono in scena delle parti di Se’ per riconoscerle e integrare all’intera personalità. Le costellazioni psicodinamiche sono uno strumento terapeutico di gruppo ad alto impatto emotivo, sia per il costellato (colui che lavora sul problema), sia per gli attori partecipanti che interpretano una parte del Se’, sia per gli osservatori per il principio della “ risonanza emotiva”. Il lavoro si conclude con un feed back degli attori e osservatori al costellato.
