PNEI E APPLICAZIONE NELLA MALATTIA ONCOLOGICA


Introduzione

“La psiconeuroendocrinologia e’ la disciplina che studia le relazioni tra la psiche e i sistemi biologici, che integra diverse conoscenze derivanti da diversi campi . Con la PNEI viene a profilarsi un modello di ricerca e di interpretazione della salute e della malattia che vede l’organismo umano come una unita’ strutturata e interconnessa, dove i sistemi biologici e psichici si condizionano reciprocamente. Cio’ fornisce la base per prospettare nuovi approcci integrati alla prevenzione e alla terapia delle terapia piu’ comuni, soprattutto di tipo cronico” (1)
La PNEI integra in un unico modello diverse conoscenze, includendo non solo le tradizionali scienza biomediche , ma anche quelle psicologiche, socio-antropologiche e filosofiche.

1 Francesco Bottaccioli “Mutamenti nelle basi delle scienze” 2014 Edizioni Tecniche nuove pag. 121

I PRINCIPI DELLA PNEI
La Psiconeuroendocrinologia e’ un paradigma sistemico a base molecolare. La Pnei ha le sue radici nella scienza e nella biologia molecolare. Si alimenta della ricerca molecolare, ma studia l’intero e le relazioni tra i sistemi, superando sia il determinismo genetico che quello ambientale. Le relazioni mente-corpo non sono piu’ relazioni tra sostanze diver….
COME CAMBIA LA CURA CON LA PNEI
I grandi cambiamenti che sono avvenuti nella ricerca del cancro riguardano principalmente

Uno dei veri problemi della depressione è che spesso non viene diagnosticata. Proprio per questo alcuni medici e operatori sanitari possono fare domande sullo stato d’animo ed i pensieri durante le visite mediche di routine.
Quando i medici sospettano che qualcuno abbia la depressione, in genere eseguono test medici e psicologici. Questi possono contribuire a escludere altri problemi che potrebbero causare i sintomi, individuare una diagnosi e controllare anche eventuali complicanze correlate. Questi esami e test generalmente includono:
• Esame fisico: Ciò può includere il controllo dei segni vitali, come la frequenza cardiaca, pressione sanguigna e temperatura; ascoltare il cuore e polmoni ed esaminare l’addome.
• Test di laboratorio. Ad esempio, il medico richiedere esami del sangue o la misurazione degli ormoni della tiroide per assicurarsi che funzioni correttamente.
• Valutazione psicologica. Per verificare eventuali segni di depressione, il medico farà domande sui comportamenti e pensieri. Indagherà sui sintomi, e se è la prima volta che accade. Il medico può anche richiedere la compilazione di un questionario scritto o test specifici come i test sulla depressione di Zung o Beck.
Esistono numerosi trattamenti per la depressione. Farmaci e consulenza psicologica (psicoterapia) sono molto efficaci per la maggior parte delle persone.

In alcuni casi, un medico può prescrivere farmaci per alleviare i sintomi della depressione. Tuttavia, molte persone hanno bisogno di vedere un medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento di condizioni di salute mentale (psichiatra). Molte persone affette da depressione possono anche beneficiare dello psicologo, nel caso di depressione reattiva a evento traumatico come ad esempio malattia, lutto, separazione o divorzio. Di solito il trattamento più efficace per la depressione è una combinazione di farmaci e psicoterapia. Se si dispone di depressione grave, potrebbe essere necessario un ricovero in ospedale o clinica specializzata.

I criteri diagnostici del DSM V per la depressione.

Per formulare una diagnosi di depressione maggiore, è necessario soddisfare i criteri ed i sintomi enunciati nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM V).
Per la diagnosi di depressione maggiore, cinque o più dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti per un periodo di due settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento. Almeno uno dei sintomi deve essere umore depresso o perdita di interesse o piacere. Essi comprendono:
1) Umore depresso la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, sensazione di tristezza, vuoto o pianto, come osservato anche da altri. (in bambini e adolescenti, l’umore depresso può apparire come irritabilità costante)
2) Marcata diminuzione di interesse o piacere per quasi tutte le attività per la maggior parte del tempo o quasi ogni giorno
3) Significativa perdita di peso o aumento di peso non dovuto a dieta o dimunzione o aumento dell’appetito (nei bambini, il mancato aumento di peso può essere un segno di depressione).
4) Insonnia o ipersonnia (desiderio maggiore di dormire) quasi tutti i giorni
5) Agitazione o rallentamento psicomotorio che spesso è notato dagli altri
6) Affaticamento o mancanza di energia ogni giorno
7) Sentimenti di auto svalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati
8) Ridotta capacita’ di pensare o di concentrarsi o indecisione
9) Pensieri ricorrenti di morte o ricorrente ideazione di suicidio
I sintomi causano un disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti

Altre condizioni che causano i sintomi della depressione

Esistono altre condizioni che possono includere la depressione. E’ importante ottenere una diagnosi accurata in modo da poter ottenere il trattamento appropriato per la propria particolare condizione. Il medico deve accuratamente valutare la salute mentale e determinare se i sintomi della depressione sono causati da una delle seguenti condizioni:
• Disturbo di adattamento. Un disturbo di adattamento è una grave reazione emotiva ad un evento difficile della vita. Si tratta di un tipo di stress che può influenzare le sensazioni, pensieri e comportamenti.
• Il disturbo bipolare. Questo tipo di depressione è caratterizzata da sbalzi di umore che vanno da alti (episodi maniacali) a bassi (episodi depressivi). A volte è difficile distinguere tra disturbo bipolare e depressione.
• Ciclotimia. La ciclotimia è una forma più lieve di disturbo bipolare.
• Distimia. La distimia è una forma meno grave, ma cronica di depressione. Anche se di solito non è invalidante, la distimia può impedire di vivere la vita nella sua pienezza.
• La depressione post-partum. Questo è un tipo comune di depressione che si verifica nelle madri dopo una gravidanza. Essa si verifica spesso tra le due settimane o sei mesi dopo il parto.
• Depressione psicotica. Si tratta di una grave depressione accompagnata da sintomi psicotici, come deliri o allucinazioni.
• Disturbo affettivo stagionale. Questo tipo di depressione è legato ai cambiamenti di stagioni (generalmente si manifesta in primavera e autunno) e alla diminuita esposizione alla luce solare.

Psicoterapia

La consulenza psicologica o psicoterapia è un altro trattamento della depressione. La psicoterapia è anche conosciuta come terapia della parola o counseling.
Attraverso queste sessioni di conversazione, si impara a conoscere le cause della depressione in modo da poterla capire. Serve anche ad imparare a identificare e apportare modifiche nel comportamento o pensieri distorti, esplorare le relazioni e le esperienze, trovare modi migliori per affrontare e risolvere i problemi, e impostare obiettivi realistici per la vita. La psicoterapia può aiutare a ritrovare un senso di felicità e di controllo nella vita e contribuire ad alleviare i sintomi della depressione come la disperazione e la rabbia. Esistono diversi tipi di psicoterapia che sono efficaci per la depressione.
Nella terapia psicoanalitica si cerca di migliorare la capacita’ adattiva del cliente , migliorando la stima di se’ e modificando il Super-io , rafforzando l’Io e modificando le relazioni oggettuali interne da Negative a positive.
La terapia interpersonale parte dal presupposto che la depressione si verifica in un contesto interpersonale secondo cui migliorando la qualità delle relazioni significative migliorano i sintomi depressivi. Gli interventi tendono a non essere interpretativi, ma piuttosto focalizzati sul qui ed ora della relazione e non sulle esperienze infantili.
La terapia cognitiva comportamentale è una delle terapie più comunemente utilizzate. Questo tipo di terapia aiuta a identificare i pensieri, le emozioni e gli schemi di comportamento negativo e li sostituisce con quelli sani e positivi. Si basa sull’idea che i propri pensieri determinano come ci si sente. La terapia cognitiva si concentra sul modificare le idee irrazionali e a creare schemi di comportamento piu’ funzionali, il terapeuta offre consigli, spiegazione, e supporto ai progressi fatti, fornendo dei compiti da svolgere a casa (home works).

In alcune persone, la depressione è così grave che un ricovero in ospedale è necessario. Il ricovero ospedaliero può essere necessario nelle persone che non possono prendersi cura di se o che sono un pericolo per se stessi (rischio suicidio) o altri. Un trattamento psichiatrico in ospedale può aiutare la famiglia a superare il periodo di crisi e a migliorare le idee e comportamento del paziente.

Se il trattamento della depressione standard non è efficace, lo psichiatra può valutare se è possibile beneficiare di una procedura meno comunemente usata:
1) Stimolazione del nervo vago. Questo trattamento utilizza impulsi elettrici con un generatore di impulsi impiantato chirurgicamente per influenzare i centri dell’umore nel cervello. Questo potrebbe essere un’opzione nella depressione cronica resistente al trattamento.

Medicina alternativa
Molte persone sono interessate a cercare di alleviare i sintomi della depressione con le strategie di medicina alternativa secondo un approccio olistico. Queste rimedi possono essere di supporto alla psicoterapia quando una persona rifiuta il trattamento farmacologico. I rimedi consigliati sono l’omeopatia, la floriterapia in special modo i fiori di Bach, rimedi erboristici, la medicina cinese, l’agopuntura.
Tra i rimedi erboristici piu’noti abbiamo;
1)Hypericum perforatum, che è stata usata per secoli per trattare una varietà di malattie, tra cui la depressione. È classificato come integratore alimentare, tuttavia, è un trattamento molto diffuso in Europa per la depressione lieve o moderata.

2)Omega-3. Una dieta ricca di omega-3 può aiutare con la depressione, soprattutto se in aggiunta ai trattamenti standard.
2)Folati. L’assunzione di integratori di folati (acido folico) può essere utile quando viene utilizzata in aggiunta agli antidepressivi.
La medicina tradizionale cinese si articola in cinque aree fondamentali: agopuntura, farmacologia naturale, dietetica, massaggio esercizi meditativi in movimento detti anche “ginnastiche mediche”.

Rimedi naturali

La connessione tra mente e corpo è stata studiata per secoli. I fautori della medicina alternativa credono che la mente e il corpo debbano essere in armonia per rimanere in buona salute. Oggi si parla di approccio olistico al benessere psico fisico della persona. A tal proposito esistono delle tecniche che spesso sono utilizzate per tentare di alleviare i sintomi della depressione includono:
Meditazione
Yoga
Immaginazione guidata
Tecniche di respirazione
Secondo George Parks psicologo responsabile del progetto di meditazione nelle carceri americane il 45% dei detenuti che hanno fatto il corso di meditazione non rientrano in carcere nell’arco dei due anni successivi contro il 25% che generalmente rientra. Secondo G. Parks la meditazione migliora sia il percorso di psicoterapia seguito in carcere sia l’autoregolazione dell’umore. I benefici della meditazione sono notevoli, come promuovere un atteggiamento non giudicante, aumenta la consapevolezza e la responsabilita’ personale.
Tutte le tecniche meditative hanno come presupposto di base il controllo del respiro.
Secondo lo psichiatra americano Richard Brown: “ il controllo volontario del respiro influenza il sistema neurovegetativo, il ritmo cardiaco, il tono vagale, le funzioni celebrali, con la modificazione nella produzione di neurotrasmettitori e ormoni”
La pratica dello yoga ha degli importanti effetti calmanti, regola il sistema sello stress e i livelli di cortisolo adrenalina e noradrenalina.

Approccio medico
Dice lo psichiatra G. Cassano nel libro “Liberarci dal male oscuro”:
“Se una persona cade in depressione le cause non vanno ricercate nel mondo, ma dentro il suo cervello, i suoi circuiti sono geneticamente predisposti a entrare in deficit, situazione che va corretta andando dal medico e assumendo un farmaco”.
Sempre G. Cassano nel Trattato italiano di Psichiatria afferma:
“Le probabilità che a un evento esistenziale faccia seguito un disturbo dell’umore e’ legata alla concomitanza di fattori predisponenti di natura genetica e costituzionale”
L’origine della depressione fa riferimento ai circuiti biologici del cervello dell’individuo. La depressione e’ una “malattia” per cui l’unica terapia possibile e’ quella farmacologica nel senso che occorre ingerire una molecola in grado di correggere il problema neurochimico.
Ipotesi genetica
A tutt’oggi non c’e’ alcun ricercatore al mondo che possa affermare di aver trovato il gene o i geni responsabili della depressione. Intorno agli anni trenta una ricerca affermò che il cromosoma X fosse responsabile di tale meccanismo, poi si scoprì che la trasmissione poteva seguire anche una linea maschile.
Recentemente questa ipotesi e’ tornata di moda perche’ si sono dimostrate delle alterazione nella sequenza dei nucleotidi che costituiscono il DNA. Piu’ esattamente in una malattia genetica denominata X fragile si e’ trovata una un eccesso di ripetizioni della tripletta CGG (citosina , guanina, guanina). Anche altre malattie genetiche sembrano dipendere da questo particolare errore genetico e c’e’ chi pensa che cercando altre triplette in eccesso si arriverà a scoprire i geni della depressione. Ipotesi a tutt’oggi ritenuta riduttiva e non attendibile.

Aspetti biochimici
I meccanismi biochimici della depressione a tutt’oggi non sono stati ancora chiariti in modo soddisfacente. Secondo l’ipotesi attualmente più accreditata, questo disturbo dell’affettività è conseguente a una disfunzione della neurotrasmissione cerebrale. Si parla di ipotesi monoaminica secondo cui la depressione come malattia deriverebbe da un deficit o squilibrio di noradrenalina o serotonina. Compito della terapia farmacologica e’ di sostituire la sostanza mancante.
La serotonina e’ una molecola addetta anche ad altri compiti, come la regolazione della fame, del sonno, della veglia, della sensazione di stanchezza o percezione del dolore. La produzione del buon umore e’ il risultato dell’attivazione di piu’ circuiti celebrali, come quello serotonergico, noraadrenergico, ma anche quello colinergico e gabaenergico.
Se la depressione fosse riconducibile solo a una carenza di serotonina i farmaci che aumentano questo neurotrasmettitore dovrebbero curarla, in realta’ anche nel trattamento farmacologico si osservano numerose ricadute della malattia.
La teoria originaria postulava un deficit cerebrale dei neurotrasmettitori monoaminergici, in particolare della noradrenalina o della serotonina, mentre successive ricerche hanno condotto a una rielaborazione più articolata di questa ipotesi. Attualmente, si ritiene che la causa biochimica della depressione non sia riconoscibile ad un’alterazione di un singolo sistema dei neurotrasmettitori, ma vada piuttosto ricondotta alla rottura di complicati meccanismi che regolano il delicato equilibrio dell’attività dei neuroni cerebrali, i quali sono sottoposti all’azione contemporanea di diversi neurotrasmettitori. Successivamente fu rilevato che alcuni farmaci inibitori delle monoaminossidasi (MAO) che si dimostrarono attivi nella terapia della depressione, agivano attraverso un aumento di questi neurotrasmettitori. Gli IMAO, infatti, aumentano i livelli cerebrali di noradrenalina, serotonina e di dopamina, bloccando la attività delle monoaminossidasi, enzimi che normalmente distruggono questi neurotrasmettitori. In seguito fu dimostrato che i farmaci triciclici, altra classe di sostanze dotate di notevole efficacia antidepressiva, agiscono aumentando la disponibilità di neurotrasmettitori monoaminergici, anche se con meccanismo diverso da quello degli IMAO. I triciclici inibiscono infatti il recupero delle monoamine da parte del neurone presinaptico, permettendo in tal modo a tali sostanze di agire più a lungo sui recettori specifici postsinaptici. La maggior parte dei triciclici inibisce il recupero sia della noradrenalina sia della serotonina, con una potenza relativa variabile, a seconda dei diversi composti. Gli studi sui meccanismi d’azione degli antidepressivi sono stati fondamentali per la formulazione dell’ipotesi monoaminergica come causa della depressione che prevede una riduzione dell’attività noradrenergica e/o serotoninergica. Negli anni Sessanta, venne ipotizzato inizialmente che la depressione fosse la conseguenza di una prevalente alterazione del sistema noradrenergico, con riduzione di questo neurotrasmettitore durante gli episodi depressivi e aumento durante quelli maniacali; fu attribuito un peso maggiore, in seguito, alla serotonina. Un importante campo di ricerche, fù in quel periodo, lo studio della funzione noradrenergica e serotoninergica nel sistema nervoso centrale di pazienti depressi, per mezzo della determinazione della concentrazione di questi neurotrasmettitori a livello cerebrale. Tuttavia, numerosi dati sperimentali e clinici indicano, attualmente, che nella depressione i meccanismi biochimici sono più complessi di una semplice alterazione quantitativa di un singolo sistema trasmettitoriale noradrenergico o serotoninergico. Alcuni pazienti depressi, infatti, presentano livelli elevati e non ridotti livelli di noradrenalina e di serotonina, mentre altri mostrano uno squilibrio tra i livelli dei vari neurotrasmettitori. Certi farmaci, provvisti di differente potenza nell’inibire il recupero della noradrenalina o della serotonina, mostrano efficacia clinica equivalente. Inoltre neurotrasmettitori diversi, quali dopamina, acido γ-aminobutirrico (GABA), neuropeptidi (encefaline) e altri composti ad attività neuromodulatorie, possono svolgere un ruolo nel processo biochimico che determina la depressione. Le più recenti ipotesi biochimiche sull’origine della depressione tendono a ridimensionare l’importanza della carenza dei neurotrasmettitori cerebrali, suggerendo piuttosto un’alterata sensibilità dei recettori per le monoamine (noradrenalina, serotonina e dopamina). Infatti i farmaci antidepressivi inducono un aumento della disponibilità cerebrale di noradrenalina e serotonina, già dopo un’unica somministrazione, mentre l’effetto terapeutico sul tono dell’umore è evidente solo dopo 2-3 settimane di trattamento. Ciò indicherebbe che il potenziamento della neurotrasmissione cerebrale non rappresenta il principale o l’unico meccanismo d’azione dei farmaci antidepressivi.

Consumo di farmaci
Negli ultimi anni, l’uso di farmaci e psicofarmaci nel mondo e’ proliferato , nel 2004 in Inghilterra le autorità sanitarie hanno concluso che bisogna smettere di dare antidepressivi a bambini e adolescenti in quanto poco efficaci e aumentano il rischio di suicidio. Anche in America nel 2004 sul foglietto illustrativo dei medicinali e’ stato specificato che nei ragazzi al di sotto dei 18 anni “l’uso di questi farmaci puo’ aumentare il rischio di suicidio e le idee di suicidio”.
Il costo annuo per i farmaci negli Stati Uniti e’ pari a 44 miliardi di dollari, comprese le visite specialistiche, ricoveri, farmaci e le assenze dal lavoro.
In Italia il tasso di frequenza della depressione e’ pari all’11%, ed e’ piu’ basso rispetto al Nord Europa (14%) e Nord America (16%) , questo sembra dovuto alle condizioni climatiche e ambientali ( prevalenza di sole e caldo), in genere la depressione è piu’ frequente nelle donne, nelle persone single e nei giovani dai 18 ai 24 anni, molto importante e’ anche il fattore familiarità. Un certo numero di farmaci antidepressivi è disponibile per il trattamento della depressione. Gli antidepressivi sono generalmente classificati dal modo in cui influenzano le sostanze chimiche presenti naturalmente nel cervello.
I tipi di antidepressivi comunemente usati sono:
• Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Molti medici iniziano il trattamento della depressione con prescrizione di un SSRI. Questi farmaci sono più sicuri e generalmente causano meno effetti collaterali rispetto ad altri tipi di antidepressivi. Gli SSRI comprendono: fluoxetina (Prozac), Paroxetina (Paxil), Sertralina (Zoloft), Citalopram (Celexa) e escitalopram (Lexapro).
• Reuptake della serotonina (SNRI). Questi farmaci comprendono duloxetina (Cymbalta), Venlafaxina (Effexor XR) e desvenlafaxine (Pristiq).
• Inibitori del reuptake della NDRIs. Il bupropione (Wellbutrin) rientra in questa categoria. E’ uno dei pochi antidepressivi che non provocano effetti collaterali sessuali.
• Antidepressivi atipici. Questi farmaci sono chiamati atipici, perché non rientrano esattamente nella categoria degli antidepressivi. Essi comprendono trazodone (Oleptro) e mirtazapina (Remeron). Entrambi questi antidepressivi sono sedativi e di solito sono assunti la sera. In alcuni casi, uno di questi farmaci si aggiunge ad altri antidepressivi per aiutare con il sonno. L’ultimo farmaco in questa classe di farmaci è il vilazodone (Viibryd).
• Gli antidepressivi triciclici. Questi antidepressivi sono stati utilizzati per anni e sono in genere efficaci quanto i farmaci più recenti. Ma poiché essi tendono ad avere effetti collaterali più numerosi e più severi, un antidepressivo triciclico in genere non è prescritto a meno che non sia steettamente necessario.
• Inibitori delle monoaminossidasi (MAO). I farmaci come la tranilcipromina (Parnate) e fenelzina (Nardil) sono di solito prescritti come ultima risorsa, quando altri farmaci non hanno funzionato. Questo perché i IMAO può avere gravi effetti collaterali nocivi. Essi richiedono una rigorosa dieta a causa di pericolose (o addirittura letali) interazioni con gli alimenti, come alcuni formaggi, sottaceti, vini, e alcuni farmaci tra cui i decongestionanti.
• Strategie. Il medico può suggerire altri farmaci per curare la sua depressione. Questi possono includere stimolanti, stabilizzatori dell’umore, farmaci ansiolitici o antipsicotici. In alcuni casi, il medico può raccomandare la combinazione di due o più antidepressivi per un migliore effetto.
Ogni persona è diversa, e per ogni persona trovare il farmaco giusto può richiedere probabilmente alcuni tentativi ed errori. Questo richiede pazienza, ed alcuni farmaci hanno bisogno di otto settimane o più per ottenere una piena efficacia. Se si dispone di effetti collaterali fastidiosi, non interrompere l’assunzione di un antidepressivo senza prima averne parlato con il medico. Alcuni antidepressivi possono causare sintomi di astinenza se interrotti improvvisamente, e possono causare un improvviso peggioramento della depressione. Se il trattamento antidepressivo non sembra funzionare, il medico può raccomandare un esame del sangue per verificare la presenza di specifici geni che influenzano come il corpo usa i farmaci antidepressivi.

Sintomi della depressione
I sintomi della depressione includono:
• Sentimenti di tristezza o infelicità
• Irritabilità o frustrazione, anche su piccole cose
• Perdita di interesse o piacere nelle attività normali
• Desiderio sessuale ridotto
• Insonnia o sonno eccessivo
• Variazioni dell’appetito. Il soggetto depressione spesso ha una riduzione dell’appetito, ma in alcune persone avviene il contrario
• Agitazione o irrequietezza
• Irritabilità o scoppi d’ira
• Pensieri e movimenti del corpo rallentati
• Indecisione e riduzione della concentrazione
• Stanchezza, e perdita di energia, per assurdo anche piccoli compiti possono sembrare talmente faticosi da richiedere un grande sforzo
• Sentimenti di auto svalutazione o di colpa, pensando sempre al passato
• Difficoltà nel pensare, concentrarsi, prendere decisioni e ricordare le cose
• Frequenti pensieri di suicidio
• Crisi di pianto senza motivo apparente
• Inspiegabili problemi fisici, come mal di schiena o mal di testa

Sintomi della depressione in eta’ evolutiva

I sintomi più comuni della depressione variano nei bambini e ragazzi rispetto agli adulti:
• Nei bambini più piccoli, i sintomi della depressione possono includere tristezza, irritabilità, mancanza di speranza e preoccupazione.
• I sintomi negli adolescenti possono includere ansia, rabbia e l’allontanamento delle relazioni sociali
• I cambiamenti nel modo di pensare e il sonno sono sintomi comuni della depressione negli adolescenti e negli adulti, ma non sono così comuni nei bambini più piccoli.
• Nei bambini e ragazzi, la depressione si presenta spesso con problemi di comportamento e le altre condizioni di salute mentali, come ansia o disturbo dell’attenzione (ADHD).

Sintomi della depressione negli anziani

La depressione non è una parte normale dell’invecchiamento, e la maggior parte degli anziani sono soddisfatti della loro vita. Tuttavia, la depressione spesso si verifica negli anziani. Purtroppo, spesso non è diagnosticata e quindi non trattata.

Negli anziani, la depressione può passare inosservata, perché i sintomi come ad esempio, affaticamento, perdita di appetito, problemi del sonno possono sembrare essere causate da altre malattie. Gli adulti più anziani con depressione possono avere sintomi meno evidenti. Possono sentirsi insoddisfatti della vita in generale, annoiati,o senza valore. Possono avere solo voglia di stare a casa, piuttosto che uscire per socializzare o fare cose nuove. Sentimenti o pensieri suicidi negli adulti più anziani sono un segno di depressione grave che non dovrebbe mai essere presa alla leggera, soprattutto negli uomini. Di tutte le persone affette da depressione, gli uomini adulti più anziani sono a più alto rischio di suicidio. I sintomi della depressione non possono migliorare da soli e la depressione può peggiorare se non viene trattata. La depressione non trattata può portare ad altri problemi di salute mentale e fisica o problemi in altri ambiti della vita.

Cause

Non si sa esattamente che cosa causi la depressione. Come per molte malattie mentali sembra che una varietà di fattori possano essere coinvolti. Questi includono:
• Differenze biologiche. Persone con depressione sembrano avere cambiamenti fisici nel cervello.
• Neurotrasmettitori. Queste sostanze chimiche del cervello naturalmente legate allo stato d’animo si pensa possano svolgere un ruolo diretto nella depressione.
• Ormoni. Modifiche nell’equilibrio degli ormoni possono essere coinvolte nel causare o scatenare la depressione. Cambiamenti ormonali possono derivare da problemi della tiroide, menopausa o una serie di altre condizioni.
• Tratti ereditari. La depressione è più comune nelle persone i cui familiari biologici hanno questa condizione. I ricercatori stanno cercando di trovare i geni che possono essere coinvolti nella depressione.
• Eventi della vita. Alcuni eventi, come la perdita di una persona cara, problemi finanziari, e stress elevato, possono innescare la depressione in alcune persone.
• Traumi della prima infanzia. Eventi traumatici durante l’infanzia, come l’abuso o la perdita di un genitore, possono causare cambiamenti permanenti nel cervello che rendono più suscettibili alla depressione.
Fattori di rischio
La depressione inizia spesso nei ragazzi, tra i 20 ed i 30 anni, ma può accadere qualsiasi età. Anche se la causa precisa della depressione non è nota, i ricercatori hanno identificato alcuni fattori che sembrano aumentare il rischio di sviluppare o di innescare la depressione, tra cui:
• Avere parenti biologici con la depressione
• Essere donne
• Avere esperienze traumatiche durante l’infanzia
• Avere familiari o amici che sono stati depressi
• Vivere eventi di vita stressanti
• Avere pochi amici o relazioni personali
• Depressione post partum
• Essere stati depressi in precedenza
• Avere una grave malattia, come il cancro, il diabete, malattie cardiache, Alzheimer o HIV / AIDS
• Avere una bassa autostima ed essere eccessivamente pessimisti o autocritici
• Abusare di droga alcool o nicotina
• Assumere alcuni farmaci per l’alta pressione del sangue, sonniferi o altri tipi.

Complicazioni

La depressione è una malattia grave che può avere un forte impatto sulle famiglie. Una depressione non curata può portare a problemi emotivi, comportamentali e di salute che interessano ogni area della vita. Le complicanze associate con la depressione possono includere:
• Abuso di alcol
• Abuso di sostanze stupefacenti
• Ansia
• Problemi di lavoro o scuola
• Conflitti familiari
• Difficoltà di relazione
• L’isolamento sociale
• Suicidio
• Procurarsi dei tagli
• Decesso prematuro legato ad altre condizioni mediche

Conclusioni
….”Massaggi rilassanti e ogni sorta di terapia fisica possono apportare temporaneamente un gran sollievo, liberando i muscoli dalle pressioni emotive represse, diminuendo le tensioni, il che permette di alleviare il dolore”
Alice Miller

La depressione come dice G. Cassano e’ un male oscuro che invade la nostra epoca, con questa breve tesina spero di aver trattato in modo esaustivo tutti gli approcci della prospettiva integrata e di aver chiarito i principi base dell’orientamento medico, biochimico, farmacologico, psichiatrico/psicologico e della medicina alternativa.
Un ringraziamento alla docente che con questo lavoro mi ha permesso di coniugare concetti teorici alla esperienza di vita personale.

Bibliografia
American Psychiatric Association- Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali DSM-IV-TR. 5ed. Arlington, Virginia:, 2014 ed. raffaello cortina editore.
F. Bottaccioli – Psiconeuro endocrino immunologia 2014 ed. Red
G. Cassano – Liberaci del male oscuro 1993 ed. Longanesi
G. Cassano – Trattato italiano di psichiatria 1999 ed. Masson
Eisendrath SJ -. Disturbi psichiatrici. In: McPhee SJ, et al. Current Medical Diagnosis & Treatment 2012. 51 ed. New York, NY: The McGraw-Hill Companies, 2012.
Fung Yu-Lang – Storia della filosofia cinese 1990 ed. Mondadori
Glen O. Gabbard – Psichiatria psicodinamica 2013 ed. Raffaello cortina editore
Anne A. Schutzenberger_ Uscire dal Lutto 2014 ed. Di Renzo editore

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