Adattamento allo stress nella spedizione jurassic cave

A cura della Dott.ssa Broccolini Oriana
Psicologa – psicoterapeuta

Introduzione
La ricerca “Adattamento allo Stress”  nasce dal Progetto di ricerca “Emergenza e Stress” presentato al convegno regionale “Stress e Burn out in emergenza” tenutosi a Teramo il 16 maggio 2009 e al Convegno Nazionale della S.I.S 118 tenutosi a Perugia il 21 maggio 2009  in cui sono stati valutati 300 volontari abruzzesi operativi al L’Aquila per l’emergenza sisma. L’ipotesi di ricerca confermata e’ stata che  l’adattamento allo stress in emergenza dipende da variabili personali, tecniche e professionali. Da qui l’interesse ad osservare le capacita’ di adattamento allo stress in condizioni ambientali e fisiche estreme.
Ricerca:
E’ stato osservato e valutato la capacita’ di adattamento allo stress, il tono dell’umore, e le dinamiche relazionali di un gruppo di speleologi partecipanti alla spedizione “Jurassic Cave” effettuata in Bolivia dal 2 al 23 agosto nella riserva naturale del Parco di Torotoro ad un’ altitudine di circa 3000 m.
Strumenti :
Il gruppo e’ stato valutato con osservazione su campo e a livello individuale con una batteria di test psicologici cartacei e computerizzati  (T. dell’ansia e della depressione di Zung, Test dell’attaccamento adulto di Hazan e Shaver vers. it. Broccolini, Test sulle autoconvinzioni di personalita’ di A. Beck versione it. di E. Spalletta).
Analisi campione Jurassic Cave 2009
Il campione totale e’ costituito da 11 soggetti di cui 4 donne e 7 uomini di età compresa tra i 37 e i 60 anni.

Metodo:
Nella progetto di ricerca si sono susseguite tre fasi: nella prima fase si è condivisa l’esperienza di viaggio con un grande gruppo all’interno del quale erano presenti alcuni componenti della spedizione Kontiki 2009, nella seconda fase si è proceduto alla osservazione delle dinamiche interpersonali e di gruppo, interazione con il gruppo stesso partecipando a tutte le attività della spedizione osservando le dinamiche relazionali e il grado di accettazione “della variabile disturbante” (psicologo-esaminatore) nel gruppo rispetto agli obiettivi della spedizione  e alla omogeneità della categoria ( gruppo di speleologi), nella seconda fase si è proceduto alla osservazione delle dinamiche interpersonali e di gruppo, interazione con il gruppo stesso partecipando a tutte le attività della spedizione osservando le dinamiche relazionali e il grado di accettazione “della variabile disturbante” (psicologo-esaminatore) nel gruppo rispetto agli obiettivi della spedizione  e alla omogeneita’ della categoria ( gruppo di speleologi). Nella terza fase si applicato un metodo sperimentale in cui  la conoscenza dei singoli partecipanti  della spedizione Jurassi Cave 2009 e’ avvenuta attraverso una valutazione informatizzata di test psicologici.

Fase I: Dinamiche del gruppo allargato (incontro dei componenti della spedizione Kontiki e Jurassic Cave)
Il  gruppo dei partecipanti di Jurassic Cave si e’ relazionato alla partenza con i componenti della spedizione Kontiki condividendo l’esperienza del viaggio, concedendosi nella numerosita’ del grande gruppo il piacere di  relazionarsi in modo empatico e spontaneo con tutti i componenti del gruppo esteso . Le esperienze sociali condivise nei primi giorni di soggiorno a La Paz, conoscenza dei coordinatori, del gruppo di Trieste, di un gruppo di olandesi residenti nella capitale, hanno reso ricche e vivaci le interazioni creando curiosità verso un gruppo cosi vario e eterogeneo. Alla conclusione della spedizione,  i due gruppi si sono ricongiunti a Torotoro, ed e’ stato possibile condividere individualmente e in gruppo le differenti esperienze relative alle spedizioni, confrontandosi sulle diverse attivita’ e dinamiche sperimentate dai due gruppi.

Fase II: Dinamiche gruppo Jurassic Cave
Il gruppo costituito da 10 speleologi e 1 psicologa ha risposto in modo flessibile alla variabile “distraente” (presenza della psicologa) rispetto alle motivazioni centrate sul compito (attività di rilevamento ed esplorazione speleologica). Solo il 36% del gruppo ha mostrato “una diffidenza ostile” nei primi giorni (dai 3 ai 7 giorni) della spedizione  rispetto alla presenza della psicologa, pur effettuando regolarmente la valutazione psicologica. L’atteggiamento è stato quello di apparente distacco e indifferenza per poi giungere ad una comunicazione e “contatto” empatico. L’atteggiamento di “diffidenza ostile” è stato poi spiegato dal gruppo come un timore di svolgere un “compito noioso e non attinente alla spedizione” o “ timore di essere esaminati ogni giorno”. Il 70% del gruppo  si è mostrato accogliente, curioso e  disponibile sia nella relazione che nell’addestramento di abilità tecniche di salita e discesa in parete ed esplorazione di grotte verticali ed orizzontali,  ed anche nell’insegnamento di nozioni topografiche e dell’ambiente carsico. La iniziale La presenza di “elementi facilitatori del gruppo” hanno reso più semplice la collaborazione e la relazione con i soggetti “più resistenti” del gruppo creando in un tempo rapido “coesione” di gruppo integrando tutti gli elementi del gruppo. Il processo di “integrazione” si è completato con il riconoscimento della “psicologa-esaminatore” a speleologa” al pari dei componenti del gruppo. Successivamente i tempi di inserimento di nuovi “elementi estranei” nel gruppo (guide locali, guardia parchi, ed altre figure legate al turismo e alla spedizione locali) sono stati piu’ rapidi e flessibili.  Altre “variabili facilitanti” per la creazione di un gruppo “coeso” sono  stati “la leader ship e la  gestione” del capo-spedizione che ha “gestito” tutti gli stress legati  alle difficoltà e agli imprevisti che si sono presentati nel corso della spedizione (attivita’ logistiche, gestione dei compiti, suddivisione della spedizione in squadre, relazioni con personale e autorità locali, permessi tecnici e burocratici, accoglienza e meeting con l’ambasciatore di italia e personale partecipante al “convegno nazionale di speleologia”) e la gestione dei gruppi e delle attività legate alla spedizione al “ gruppo del coordinamento e istruttori”. Le attività logistiche legate alla spedizione (preparazione cibo, attività di topografia, rilevamento, esplorazione delle grotte, formazione, documentazione video e fotografica) è stata inoltre resa possibile dalla totale disponibilità del gruppo che ha collaborato per la perfetta riuscita della spedizione.

Fase III: Risultati
L’analisi statistica del campione rivela  punteggi moderati  appartenenti ad un “range” di normalità senza elementi di criticità o note psicopatologiche.
Stile di personalità

Per la valutazione di personalità è stato somministrato il “test sulle autoconvinzioni di personalita’ “di A. Beck versione it. di E. Spalletta. Dai risultati emerge che il gruppo e’ costituito dal 37% del campione con tratto di personalita’ ossessivo, il 45% evitante, 9% dipendente e 9% narcisista.
Legame di attaccamento adulto
Per la valutazione di personalità è stato somministrato il “Test di attaccamento adulto” di Hazan e Shaver versione italiana modificata di O. Broccolini. Dall’analisi psicometrica si osserva che 54% del campione presenta uno stile di attaccamento sicuro, il 27% insicuro-ambivalente, il 9% evitante.
Valutazione dello stress
Per quanto riguarda la valutazione dello stress è stato fatto riferimento al test “Stress e burn out” di M. Malach versione it. modificata di O. Broccolini. Il 9% campione ha mostrato moderati  livelli di stress al momento dell’arrivo a La Paz con sintomi  fisici di tipo reattivo al fenomeno del “Jet lag” e di acclimatamento ( nausea, cefalea, vertigine, problemi gastro-intestinali, disturbi del sonno, astenia) compensato con controllo alimentare e riposo. Durante la spedizione si sono verificati moderati livelli di stress psico-fisico (il 36% del campione) legati ad intensa attività del trekking ed esplorazione grotte manifestando astenia, dolori articolari e muscolari. A livello psicologico (il 18% del campione) si sono manifestati episodi singoli di  paura durante manovre sulla parete di un canyon, in alta quota al momento della discesa (il 9% del campione), atteggiamenti di ritiro e isolamento (18% del campione), espressione di tensione e rabbia  (27% del campione), inibizione dell’azione (18 % del campione). Lo stress psicologico è stato gestito e risolto individualmente a livello comportamentale con atteggiamenti di evitamento in caso è emersa una condizione di paura o con tecniche di approccio verbale volte al sostegno e alla rassicurazione da parte dei compagni della squadra.
Emozioni e stile comunicativo
Le emozioni positive espresse in spedizione sono state gioia, sorpresa ed euforia, manifestate  prevalentemente nella interazione, comportamento e stile comunicativo del gruppo durante le attività di esplorazione in montagna e nei momenti di aggregazione sociale.  Le emozioni  negative espresse in modo moderato sono state ansia, paura, irritazione, rabbia, nervosimo presenti nei momenti di massimo impegno e attività fisica. Ogni componente del gruppo è stato in grado di monitorare il proprio livello emotivo e di stress adattando dei comportamenti compensatori che riequilibrassero lo stato psico-fisico del soggetto (riposo, evitamento di una situazione percepita come pericolosa, isolamento, esprimere o condiviere con altri lo stato di tensione o disagio). Il gruppo ha prediletto una comunicazione più superficiale e scherzosa, spesso centrata sul compito, è emersa una comunicazione più empatica e profonda a livello di piccoli gruppi e nelle relazioni duali. Seppur la presenza di elementi periferici e relazioni superficiali, sono state assenti dinamiche conflittuali tra i membri del gruppo, riscontrati alcuni episodi di tensione e problematicità con elementi esterni. Il gruppo a livello comportamentale ha manifestato disponibilità e collaborazione in tutte le attività, da parte del gruppo è stato presente un notevole spirito di adattamento nonostante situazioni ambientali critiche (assenza di luce o acqua nell’alloggio, condizioni climatiche o ambientali disagevoli, stanchezza fisica),  nella comunicazione e’ stata assente lamentela di tipo psicosomatico o critiche rivolte a responsabili della spedizione.
Valutazione dell’ansia
L’ansia e’  stata valutata attraverso il test informatizzato sull’ansia di Zung. Il 100% del campione ha riportato un ansia lieve prima della spedizione legata probabilmente ad un’ ansia fisiologica legata alla “preparazione dell’azione”, quel grado di attivazione fisica e adrenalinica necessarie per “caricarsi”  e  intraprendere le attivita’ legate alla esplorazione speleologica. I punteggi si sono poi normalizzati per il 72 % del gruppo al termine della spedizione.
Valutazione della depressione
La depressione è   stata valutata attraverso il test informatizzato sulla depressione di Zung riportando prima della spedizione un punteggio lieve per il 45% del gruppo, un punteggio medio-basso per il 27%  del campione e un punteggio nella norma per il 28% del campione. Al termine della spedizione si è registrato una diminuzione dei punteggi medio-bassi, e aumento dei valori nella norma.

Ipotesi di ricerca:
IPOTESI I)
L’allenamento tecnico dei partecipanti alla spedizione, la motivazione legata all’attività di topografia, documentazione, esplorazione delle grotte, il controllo alimentare, la coesione di gruppo modificano l’adattamento allo stress.
IPOTESI II)
La “sindrome astenico celebrare” osservata in media-montagna su alpinisti non si manifesta nelle attivita’ speleologiche.

Conclusioni:
IPOTESI I)
Alla luce dei risultati ottenuti possiamo confermare  che L’adattamento allo stress dipende da variabili individuali e di gruppo. A livello di gruppo, la coesione e l’integrazione  possono modificare il livello di adattamento allo stress. A livello individuale intervengono stili cognitivi e di personalita’ , competenze tecniche e allenamento fisico.
IPOTESI II)
La sindrome astenico-celebrare caratterizzata da abbassamento del tono dell’umore e astenia riscontrata negli alpinisti in media montagna non e’ stata riscontrata nella spedizione speleologica Jurassic Cave. L’ipotesi da confermare potrebbe essere che cio’ che modifica l’umore non e’ l’attivita’ fisica intensa, ma il tipo di disciplina sportiva che orienta i comportamenti umani promuovendo atteggiamenti competitivi e  individualizzati piuttosto che collaborazione e solidarieta’.

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