Fiori di Bach

Tra il 1928 ed il 1930, Bach scopre i primi tre rimedi floreali, si dedica allo studio di piante ed erbe, con le quali spera di sostituire i sette nosoodi. Finalmente, dopo diversi fallimenti, una sera trova la risposta ai suoi interrogativi. È ospite ad un ricevimento e sforzandosi di far trascorrere il tempo, poiché non si diverte affatto, incomincia ad osservare attentamente gli invitati finché improvvisamente s’illumina di questo pensiero: “l’umanità è composta da un preciso numero di gruppi tipologici”, e ogni individuo in quella grande sala rientrava in una di queste tipologie. Trascorrere la serata studiando gli ospiti: come mangiano, come sorridono, come gesticolano, come si muovono, l’espressione del viso e il tono della loro voce. La somiglianza tra alcune persone era così forte che avrebbero potuto essere scambiati per parenti, pur non avendo alcun rapporto di parentela. Bach trova questo estremamente stimolante, verso la fine della cena ha identificato un certo numero di tipologie. Intuisce che non tutti gli individui appartenenti a un certo gruppo soffriranno della stessa malattia, ma che ognuno reagirà in modo simile o abbastanza simile a qualsiasi tipo di malattia. Si tratta in definitiva, secondo Bach, del perfezionamento del principio di Hahnemann e si avvicina al suo concetto di terapia più di qualsiasi altro metodo applicato fino ad allora.

Clematis Vitalba_Copyright Giorgio Venturini®.

Un giorno, verso la fine di settembre di quell’anno, reagisce all’impulso di recarsi nel Galles, ne torna ripagato dalla scoperta di due piante: Impatiens(IMP) e Mimulus(MIM). Porta a Londra queste piante e le prepara con lo stesso metodo utilizzato per i vaccini orali. Nello stesso anno inizia ad usare anche Clematis(CLE), e questi sono i primi tre dei 38 rimedi che avrebbero costituito il suo metodo terapeutico. Comprende che era prossimo a scoprire una medicina completamente nuova, sebbene non avesse ancora ‘idea di come si sarebbe sviluppata.
La decisione di abbandonare il suo lavoro sui nosoodi, viene ovviamente osteggiata da tutti i suoi amici e collaboratori più stretti, poiché all’epoca, Bach è considerato un genio dal brillante futuro, il suo laboratorio occupa persone a tempo pieno, e gli rende circa 5000 sterline l’anno.
Così nella primavera del 1930 Edoardo Bach, all’età di 43 anni, si accinge ad iniziare una nuova attività, con un’impostazione di lavoro completamente diversa. Lascia Londra una mattina di maggio dopo aver ceduto il laboratorio, bruciato gli scritti e le pubblicazioni e gettato via il contenuto dei flaconi di vaccino. Egli sembra un giovincello ai primi amori, tanta è l’emozione collegata al potere finalmente partire, tornare in Galles, e riunirsi alla natura. Giuntovi, egli si rende conto di aver preso con sé una valigia di scarpe anziché quella con gli strumenti per il suo lavoro. Le scarpe in effetti diventeranno gli strumenti del suo lavoro poiché egli andrà a spasso da allora fino alla fine dei suoi giorni a cercare i preziosi fiori.

Da quando lascia Londra fino alla sua morte Bach non pretende più nessun pagamento per i suoi consigli e le sue prestazioni, ne dai ricchi ne dai poveri. Vive grazie alle donazioni dei suoi pazienti.

Una mattina di maggio all’alba, mentre sta attraversando un campo ancora bagnato di rugiada, lo colpisce l’idea che ogni goccia di rugiada dovesse contenere parte delle proprietà della pianta sulla quale era posata, perché il calore del sole doveva magnetizzare fortemente l’acqua con i principi attivi della pianta stessa. Comprende che i rimedi ottenuti in questo modo avrebbero contenuto tutte le proprietà perfette e incontaminate delle piante e che il calore del sole è fondamentale nel processo di estrazione. Da ora in poi, per preparare i rimedi, impiegherà solo ed esclusivamente il metodo del Sole (lo trovate riportato nella pagina “Preparazione e Somministrazione“. N.d.R.). I primi 19 rimedi floreali vengono tutti preparati in questo modo.

Nell’estate del 1930 compone la prima stesura del libro Guarisci te stesso, che viene pubblicato nell’inverno dello stesso anno. E’ di questo stesso periodo la scoperta di sei nuovi rimedi, facenti parte di quel gruppo che prenderà poi il nome di “12 guaritori”, ovvero: Chicory(CHI), Agrimony(AGR), Vervain(VER), Cerato(CER), Centaury(CER) e Scleranthus (SCL).

Tra il 1931 e il 1932 egli scopre gli ultimi tre guaritori tra cui Water Violet(WVI), recandosi nel Sussex, Gentian(GEN) e Rock Rose(RRO), e procede alla stesura del libro “Libera te stesso“.

Segue in questo periodo una lunga corrispondenza con l’ordine dei medici che invita Bach a sospendere le sue pubblicazioni pubblicitarie sui giornali locali in quanto in netto contrasto, secondo l’ordine dei medici, con il codice deontologico.amente suo,
Edward Bach


Le comunicazioni da parte del consiglio generale dell’ordine si interromperanno poi fino al 1936.

Nel gennaio del 1933 lascia Cromer per Marlow, sul Tamigi, avendo già scoperto i rimedi corrispondenti alle 12 principali categorie tipologiche e avendone sperimentato la validità. Scopre in questo periodo altri quattro rimedi che chiamerà rimedi d’aiuto ” in quanto li considera utili in quelle persone dove il tormento e la preoccupazione per la malattia è diventato parte integrante del carattere stesso. Scopre quindi: Gorse(GOR), Oak(OAK), Heather(HEA), Rock Water(RWA). Si dedica quindi alla stesura del manoscritto “I dodici Guaritori e quattro Rimedi d’aiuto”, che viene pubblicato nell’autunno del 1933.

Bromus Ramosus“Moltissime persone non hanno alcun interesse per la vita quotidiana: sono annoiate, vivono in uno stato di torpore e poiché spesso svolgono lavori non congeniali, fanno il loro dovere meccanicamente., questo stato mentale a un certo punto danneggia inevitabilmente la salute e indebolisce la vitalità e la forza. La mancanza di interessi e di positività non è solo un problema degli anziani, ma anche dei giovani; molte persone infatti, pur avendo ambizioni e ideali, che sanno di poter realizzare, si fanno a volte fuorviare, oppure sono incerti sulle decisioni da prendere e si lasciano convincere dagli altri o dalle circostanze a vivere una vita per loro vuota di ogni interesse o significato”.

Da questo pensiero Bach estrae il fiore dell’avena selvatica, Wild Oat(WOA), e poi Olive(OLI), proveniente dall’Italia, per chi soffre ed è esausto a causa delle difficoltà. E ancora Vine(VIN), con i fiori della vite portati dalla Svizzera, per chi desidera convincere tutti quanti a fare ciò ch’egli vuole. In questo periodo nasce dall’unione di 3 rimedi il famoso Rescue Remedy, che verrà poi perfezionato nella formula che tutti conosciamo, comprendente 5 fiori.

Mount VernonTra il 1934 e 1935 pubblica “I dodici guaritori e i sette rimedi di aiuto“, lascia definitivamente Cromer, il villaggio di pescatori in cui aveva vissuto e dopo diverse ricerche si stabilisce nel villaggio di Sotwell, in una piccola casa chiamata Mount Vernon, che diventerà il suo quartiere generale e che oggi è sede del Bach centre. Bach si accorge che la sua ricerca è lungi dall’essere conclusa, e nel marzo 1935 scopre il primo rimedio della nuova serie, Cherry Plum(CHP). Nell’arco di pochi mesi scopre tutti i restanti 19 fiori che compongono il sistema floreale, e siccome è primavera, ed il Sole non è forte come in estate, egli decide, ad eccezione di White Chestnut(WHC), di far bollire i ramoscelli in fiore, lentamente per un’ora, far raffreddare il liquido, dopodiché filtrarlo e prepararlo come gli altri rimedi.
La sensibilità di Bach è ormai talmente elevata che percepisce il rimedio accusando prima il dolore fisico nel suo proprio corpo, questo difatti è un periodo molto gravoso proprio per le intense crisi di cui soffre.

Nel 1936 riceve un ulteriore notifica da parte dell’ordine dei medici riguardo l’utilizzo di assistenti non qualificati. Egli risponde che se l’ordine avesse deciso di cancellarlo dall’albo, lui avrebbe accettato questa decisione poiché ormai desiderava essere conosciuto come ” erborista”, e che avrebbe proseguito nella sua opera di insegnare alle persone come curarsi da sé.

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