Disturbi alimentari

Disturbi alimentari
a cura di Ilaria Baffoni Tirocinante presso Associazione Psike’
I DISTURBI DELLA CONDOTTA ALIMENTARE

I disturbi dell’alimentazione sono comportamenti inadeguati che riguardano l’assunzione di cibo , caratterizzati dal condizionamento che il peso e la forma corporea esercitano sulla stima di sé.
L’insorgenza è maggiore in adolescenza e nella prima età adulta ed è più frequente nel sesso femminile .
I disturbi sono più diffusi in alcune categorie ,che vengono considerate a rischio , come le danzatrici, le atlete e le studentesse universitarie e , nei paesi maggiormente industrializzati.
I principali disturbi del comportamento alimentare sono:
-ANORESSIA NERVOSA;
-BULIMIA NERVOSA.
L’anoressia nervosa , la cui media di comparsa è intorno ai 15/19 anni , è caratterizzata da una progressiva perdita del peso corporeo che è dovuta ad una importante riduzione dell’apporto alimentare, da una ricerca ostinata della magrezza e dalla paura di ingrassare.
Per ridurre il loro peso , molte delle persone affette dal disturbo effettuano un’attività fisica estrema, altre mettono in atto comportamenti di eliminazione, come vomito o abuso di lassativi, che sono anche la causa di gravi complicanze dal punto di vista medico.
L’ importanza eccessiva che viene attribuita al peso e alla forma del corpo fa sì che la perdita di peso sia vissuta come una grande conquista supportata da una disciplina ferrea e , al contrario , l’aumento di peso è considerato una perdita inaccettabile della capacità di controllo.
La modalità di esordio più frequente è insidiosa e graduale : un adolescente , a volte realmente in sovrappeso , inizia una dieta per perdere qualche chilo e inizia ad allontanarsi progressivamente dai suoi coetanei , trascurando ogni interesse che non sia ad esempio l’attività di studio su cui si focalizza con una determinazione ossessiva. A volte invece , la preoccupazione per il peso comincia a seguito di un osservazione , magari anche scherzosa , relativa a qualche parte del corpo ; talvolta , invece l’introduzione di cibo inizia a ridurre e vengono addotte come pretesto difficoltà digestive , lamentele ipocondriache o una perdita inspiegabile di appetito.
Nonostante il termine “anoressia” che significa : “mancanza patologica di appetito” ,
la maggior parte delle persone affette dal disturbo ammette di aver avuto fame , almeno nelle fasi iniziali , ma di non consentirsi l’ingestione di cibo per paura di aumentare di peso.
Con il progredire della malattia , l’alimentazione , le condotte di controllo del peso corporeo , le abitudini di vita si fanno più rigide e stereotipate ; nonostante il grave deperimento il terrore di ingrassare rimane immutato e si ha un immagine distorta della propria immagine corporea.
L’anoressia nervosa è uno dei disturbi psicologici con più elevati indici di mortalità.

-La bulimia nervosa che letteralmente significa “fame da bue” vede l’età media della sua comparsa intorno ai 20/24 anni.
L’inizio della malattia solitamente è attribuibile ad una dieta dimagrante attuata per rimediare a un modesto sovrappeso ,dieta che ben presto però si restringe fino ad un regime di quasi digiuno. Nella maggior parte delle persone affette da bulimia nervosa , l’esordio è preceduto da una fase di anoressia di variabile durata , da poche settimane a pochi mesi. Tuttavia rapidamente lo schema alimentare viene modificato e diventa una continua alternanza di semidigiuni o digiuni completi e di episodi di abbuffata.
Le crisi bulimiche sono episodi rappresentati dall’ingestione di una grande quantità di cibo , alle crisi seguono tipiche alterazioni dell’umore come depressione o sentimenti di colpa , e a queste crisi fa seguito il vomito autoindotto solitamente mediante la stimolazione della faringe. Al vomito segue poi un senso di sollievo per la riduzione dell’ansia connessa alla paura di ingrassare.
Soprattutto nelle fasi iniziali , la persona affetta da bulimia nervosa mantiene un assoluta segretezza sul proprio comportamento e a volte passano anni prima che un familiare si renda conto del problema soprattutto perchè il peso corporeo rimane normale.

In entrambi i disturbi dell’alimentazione è determinante la tendenza a negare o a nascondere la malattia , a non richiedere alcun tipo di trattamento e a mostrare una grande resistenza al cambiamento.
È frequente la compresenza di altri disturbi psichici quali disturbi d’ ansia , depressione , disturbi della personalità ecc.
Considerata la duplice anima psico-somatica dei disturbi del comportamento alimentare e la loro complessità , è necessario l’intervento di più specialisti (psicoterapeuta , psichiatra , nutrizionista , medico internista ) per un corretto inquadramento diagnostico e un trattamento adeguato di quella che considero personalmente la “malattia del XXI secolo“ ; e per far sì che la “catena” della ricerca spasmodica della “ bellezza perfetta “ e della magrezza a tutti i costi , che la nostra società , aiutata dai mass media ci impone , si spezzi e si ritorni ad amare di più se stessi e il proprio corpo.

ILARIA BAFFONI

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